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VIALFRE’ - Una raccolta firme su internet, attraverso la piattaforma Change.org, promossa da alcuni abitanti di Vialfrè per «continuare il sogno di Pianezze» e chiedere una precisa e seria regolamentazione dell’area che quest’anno non ospiterà come da trazione l’atteso Festiva Apolide, costretto a traslocare a Collegno.

«Ci sono sogni che non si realizzano e sogni che per magia si avverano. Uno di questi è Pianezze a Vialfrè. Un sogno avviato grazie al mondo Scout e poi alimentato dalla passione di tantissime persone del territorio e provenienti da ogni dove nel mondo. Un sogno che significa organizzare momenti di incontro, eventi musicali, culturali, sportivi … all’interno di un meraviglioso bosco nelle colline del grande Anfiteatro Morenico di Ivrea. Un bosco che con i profumi, le luci e i suoni della natura trasforma la musica, la danza, un raduno di scout in un’esperienza indimenticabile nella natura. Un luogo un tempo campo da motocross abbandonato che, con l’impegno di tanti, è stato recuperato e attrezzato per ospitare questi straordinari momenti di incontro – spiegano i promotori della sottoscirzione - Da qui sono nate e poi sviluppate esperienze culturali, sociali e anche di lavoro che hanno reso Pianezze in più di vent’anni di attività un luogo unico, forse irripetibile. Esperienze in cui la tutela dell’ambiente è sempre stata considerata con la massima attenzione, fuori da ogni illiberale ideologia».

Si rivolgono alla politica e più in generale alle Istituzioni gli ideatori della petizione affinché si impegnino da subito attraverso un’azione celere, trasparente e di vero confronto per difendere ed anzi alimentare un patrimonio unico come quello di Pianezze. «Ci chiediamo quale delle 2 versioni dell'Area Naturalistica di Pianezze (Vialfrè) preferiscano? Quando era una discarica o come è stata gestita in questi 20 anni da Vialfrè, i suoi abitanti e gli eventi che sono cresciuti qui?  Vogliamo chiarezza e confronto per il futuro da parte degli Enti preposti. Chiediamo maggiore rispetto e condivisione progettuale per tutti coloro che in questi anni ci hanno messo sacrificio, tempo, impegno ed economia credendo nel sogno di Pianezze e di tutto l'indotto che ha generato in termini di ricadute sul territorio, buone pratiche ambientali e sviluppi aggregativi. Vogliamo regole chiare sin da subito, non prescrizioni e limiti improbabili, dopo anni e anni di totale abbandono. Chiediamo condivisione delle rispettive reciprocità e bisogni: crediamo che studiare la natura sia fondamentale tanto quanto - in un'epoca dove tutto è sempre più arido - studiare i fenomeni organizzativi di chi genera cultura, aggregazione e socialità».

«Vogliamo evitare che il volere di "pochi" sia dannoso per tutto il territorio, per i lavoratori, per gli artisti e i turisti – concludono i promotori dell’iniziativa - Chi "detiene" il potere deve vivere i luoghi di cui parla e su cui ricadono le prescrizioni. Se no, tutto rimarrà sempre troppo soggettivo, imprevedibile e incalcolabile. Si impegnino per potenziare la sua vocazione naturale di laboratorio culturale e sociale al fine di sperimentare e ricercare, come richiesto anche dalla normativa europea, il corretto equilibrio tra le esigenze dell’uomo e quelle degli ecosistemi in questo bosco meraviglioso. In fondo noi tutti siamo abitanti del bosco!». Per chi vuole aderire alla raccolta firme basta CLICCARE QUI