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CUORGNE’ - Il futuro della storica casa di riposo Umberto I è stato al centro dell’attenzione dell’ultimo consiglio comunale svolto lunedì 31 marzo a Cuorgnè. In particolare, sono sati i consiglieri di opposizione, Davide Trettene e Danilo Armanni, con una specifica interpellanza a portare all’ordine del giorno del parlamentino locale la situazione contrattuale dell’Ipab di via Perrucchetti.

Gli esponenti del gruppo «Moderati e indipendenti» hanno sottolineato la mancanza di un contratto di locazione, affitto o comodato d’uso tra il Comune e la casa di riposo per la gestione della struttura e l’assenza di un provvedimento amministrativo che regolarizzi in qualche modo la posizione dell’ente beneficiario. Un'impasse che potrebbe anche dare luogo, sottolineano dai banchi della minoranza, a interventi diretti dell’autorità Regionale. Armanni e Trettene hanno poi chiesto direttamente alla sindaca, Giovanna Cresto, se questi continui rimandi nella stipula del contratto non siano «indice della volontà politica, ad oggi inespressa, di procedere all’alienazione dell’immobile a favore di privati ancora da individuare».

«Non vogliamo assolutamente vendere quell’immobile. Soprattutto, non vogliamo che nessun’altro soggetto, tipo una cooperativa, si “prenda” la gestione della casa di riposo. E’, tuttavia, una situazione che si strascina dal 2018 – ha spiegato la prima cittadina cuorgnatese, Giovanna Cresto – Mi auguravo di raggiungere questo accordo entro breve, ma non è stato ancora possibile per una serie di motivi. Da una parte la rigidità della macchina amministrativa comunale non ha certo aiutato. Dall’altra, con tutta la stima che nutro per i componenti del nuovo Cda, nonostante i molti incontri non si è ancora trovata una soluzione condivisa, anche per problematiche giuste e condivisibili. L’ultima volta è stato il nuovo contratto di lavoro che ha sparigliato le carte, rendendo impossibile per loro far fronte, economicamente, alle condizioni concordate insieme. Siamo quindi ripartiti per l’ennesima volta da capo. Questo ci complica la vita, perché oltre alla parte politica ci sarà poi il passaggio amministrativo con gli uffici. Senza dimenticare la Sovrintendenza, che deve dare il suo benestare dato che quello è un immobile comunale sottoposto a vincoli precisi. E’ questo iter ha i suoi tempi, anche se richiesta formale alla Sovrintendenza comunque è già stata fatta. Risolvere questa situazione è, però, sicuramente una delle priorità».

La sindaca Cresto ha anche risposto in merito ai dubbi sollevati dai consiglieri Trettene e Armanni sul lascio della famiglia Thesia, destinato, ma non ancora utilizzato, in favore della beneficiaria Casa di riposo Umberto I: «Negli accordi intercorsi finora con il consiglio di amministrazione dell’Umberto I c’è proprio il fondo Thesia. Si tratta di 120mila euro. L’idea è quella di destinarli in toto alla gestione della casa di riposo, in modo che vengano utilizzati per la valorizzazione dell’immobile».