CASTELLAMONTE - Un anno fa, il 2 aprile 2024, il nostro territorio perdeva un gigante della politica: Eugenio Bozzello Verole. Con la scomparsa, a 95 anni, dell’ex senatore della Repubblica il Canavese si ritrovava orfano di un uomo al servizio della sua terra e della sua gente, capace con impegno, lungimiranza e coerenza di lasciare un segno indelebile nel nostro Paese.
La sua lealtà, onestà, umiltà e l’attaccamento per la libertà e la difesa dei valori del territorio fin dai tempi in cui era coraggiosa e giovane staffetta partigiana hanno fatto di Eugenio Bozzello Verole un punto di riferimento per i canavesani e non solo. Tra le sue battaglie non si può dimenticare che l’ex sindaco di Castellamonte è stato uno dei primi a spendersi per un ospedale di zona e per la sistemazione del ponte Preti. Opere ancora oggi attualissime.
Oggi, la memoria corre indietro nel tempo, fino a quella metà di agosto del 2018, quando, con le immagini di quanto accaduto a Genova ancora ben presenti davanti agli occhi di tutti, Eugenio Bozzello scese in campo per primo per l’ennesima giusta causa, promuovendo una petizione che collezionò alla fine più di 26mila firme: «La situazione del Ponte Preti di Strambinello, Torino, da troppi anni è trascurata. Occorre da parte degli Enti preposti una manutenzione urgente e in attesa di trovare i fondi ordinare la sospensione temporanea del passaggio dei mezzi pesanti al fine di poter trovare una soluzione definitiva al problema del Ponte. Tutti noi cittadini e amministratori locali possiamo farci sentire dalle istituzioni e non minimizzare un problema reale che fin dal 1990 provoca in quel tratto di strada seri problemi di viabilità. Dobbiamo prevenire subito e non attendere la tragedia, soccorrere e piangere».
Ancora una volta, anticipò i tempi. Il resto è storia. Senza creare falsi allarmismi, l’ex sindaco di Castellamonte organizzò l’8 settembre di quell’anno un incontro pubblico sul ponte alla casa della musica di Castellamonte, dove, alla presenza di centinaia di persone, politici locali e istituzioni superiori si confrontarono vis-a-vis su quella criticità annosa. Il carattere leonino e indomito, lo portò a non demordere anche quando calò un triste silenzio sulla realizzazione del nuovo ponte Preti. Con il club Turati ci fu anche un lungo e certosino monitoraggio della situazione del viadotto.
Quando il 14 marzo 2025 il sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante, ha effettuato un sopralluogo sul vecchio viadotto in compagnia del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del senatore di Forza Italia Roberto Rosso, oltre che del presidente della Commissione viabilità e trasporti della Regione Piemonte, Mauro Fava, del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e di numerosi sindaci della zona, più di qualcuno ha pensato a Eugenio Bozzello. Fu proprio lui, infatti, già nel 2018 a invitare gli esponenti della politica di allora (e ancora di oggi, in alcuni casi) a prendere una provocatoria colazione al ponte Preti. Una passeggiata en-plein air in modo da accorgersi con i propri occhi dei problemi di viabilità che c’erano e ci sono sulla struttura. Piccoli grandi gesti che, a 365 giorni di distanza da quel 2 aprile 2024 di lutto e profondo cordoglio, contribuiscono a rendere sempre vivido il ricordo di un esempio di rettitudine e «uno degli esponenti migliori della politica italiana del Novecento», come evidenziato nel giorno dei funerali dal politico, giurista ed ex Presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato.