È la famiglia, in un’epoca come questa, ad aver cambiato pelle: da posto sicuro dove trovare protezione, affetto e comprensione, a concentrato di tensioni, violenze e brutture che spesso sfociano nel sangue e riempiono le cronache.
Nella sua visione del cinema attuale, Ivano De Matteo continua la discesa verso problematiche sottili, complicate e dure, cercando storie che non fanno sconti. Anche in “Una figlia”, in uscita nelle sale, viene fuori un film che fa male, difficile da dimenticare, che si cala verso il basso fino a sintonizzarsi sui malesseri più diffusi di quest’epoca strana.
Ispirato al romanzo “Qualunque cosa accada” di Ciro Noja, De Matteo – che firma anche la sceneggiatura con Valentina Ferlan - torna ad affondare sulle difficoltà di trovare una sincronia tra un padre e una figlia, come aveva già fatto con “Mia”, in cui Edoardo Leo tenta invano di proteggere la figlia adolescente da un rapporto tossico. La differenza è che questa volta la ragazzina non è la vittima, ma la colpevole, e la cosa cambia radicalmente la prospettiva alla vicenda.
Ma è pur vero che si parla sempre di disagio esistenziale, di generazioni perse, cresciute senza punti di riferimento e insegnamenti, da cui ci si aspetta imparino per grazia ricevuta l’arte per nulla semplice di stare al mondo e qualche scampolo di educazione. Nel ruolo di Pietro, il padre, Stefano Accorsi, intenso come sempre e capace di mostrare l’indecisione di un uomo rimasto vedovo che tenta da sempre di bilanciare rabbia, amore e dolore. Sofia, la giovane Ginevra Francesconi, in quello della figlia, e Michela Cescon nell’amica avvocata che si sforza di portare un po’ di luce dove tutto sembra buio.
In realtà, come dovrebbe essere, la regia di De Matteo è imparziale: non prende le parti di nessuno e lascia alla sensibilità di ciascuno l’occasione di sentirsi più vicino ad uno dei personaggi. Ma certo, quando davanti a Sofia si aprono le porte del carcere con un’accusa pesante, ogni certezza – per quanto piccola o grande - va in frantumi: lo sforzo del padre diventa allora provare a esserlo sempre, anche se a volte è complicato, e immaginare comunque un futuro per la propria figlia, che ha sicuramente sbagliato, ma forse non è la sola.
Una frase del film sintetizza meglio di ogni altro pensiero una verità: “Un figlio deve smettere prima o poi di essere un figlio, ma un genitore non può mai smettere di essere un genitore, qualunque cosa accada”.
LA TRAMA
Pietro è un uomo di mezza età con un grande dolore alle spalle: la morte di sua moglie che lo ha lasciato solo con Sofia, la loro unica figlia. Non ha avuto mai tempo per concedere spazio al dolore perché ha dovuto occuparsi di lei, crescendola con amore e dedizione in un rapporto esclusivo, totalizzante, in cui uno curava le ferite dell’altro attraverso le proprie. Quando, dopo qualche anno, proverà a rifarsi una vita con una nuova compagna, non tutto andrà come sognato: la reazione di sua figlia diventa esplosiva e Pietro sarà messo a dura prova. Si ritroverà a lottare tra rabbia e istinto paterno: quanto si può arrivare a perdonare? Quanto è più forte l’amore della ragione?
CAST TECNICO
Regia – Ivano De Matteo
Soggetto e sceneggiatura – Ivano De Matteo, Valentina Ferlan (liberamente ispirato al libro “Qualunque cosa accada”, di Ciro Noja, Astoria Edizioni)
Fotografia – Giuseppe Maio
Montaggio – Giuliana Sarli, Ivano De Matteo
Musiche – Francesco Cerasi
Scenografia – Massimiliano Sturiale
Costumi – Valentina Taviani
Suono in presa diretta – Mario Iaquone, Emanuele Giunta
Casting – Armando Pizzuti (u.i.c.d.)
Aiuto regia – Michele Lolli
Segreteria di edizione – Claudia Nannuzzi
Trucco – Giancarlo Del Brocco
Acconciature – Iolanda Grandone
Operatore di macchina – Sacha Ippoliti
Fonico di mix – Andrea Malavasi
Montaggio presa diretta – Andrea Doni
Effetti sonori – Alessandro Giacco
Direttore di produzione – Giuseppe Manzi
Organizzazione generale – Riccardo Borni
Produttore esecutivo – Davide Tovi
Produttore delegato – Clarice Cartier
Prodotto da – Marco Poccioni, Marco Valsania
Produzione – Rodeo Drive, con Rai Cinema
Distribuzione – 01 Distribution
CAST ARTISTICO
Stefano Accorsi – Pietro
Ginevra Francesconi – Sofia
Michela Cescon – Mariella
Thony – Chiara
Toni Fornari – Stefano
Barbara Chiesa – Anna, educatrice
Beatrice Puccilli – Sharon, detenuta
Anna Pititto – Coordinatrice Comunità minori
Gabriella Govorusic – Drina, detenuta
Sasha Mishelle Almeida Canales – Sara, detenuta
Nicolò Bassani – Manuel
Emma Mancinelli – Carolina
Samuel Francese – Poliziotto
Loredana Di Martino – Polizia Penitenziaria
Emanuela Fresi – Ostetrica
Cecilia Di Giuli – Assistente sociale
Veruska Rossi – Giudice
Michela Mancini – Mamma Carolina