Se ti chiami Bill Gates e l’estratto conto racconta di 132,1 miliardi di dollari messi da parte, probabilmente il futuro non ti fa paura, anzi, non vedi l’ora che arrivi. Ma Bill, passato alla storia per aver creato dal nulla il colosso “Microsoft” e la generosità dimostrata in più occasioni verso enti benefici e filantropici, è soprattutto un visionario, uno di quegli esseri umani baciati in fronte dal destino, che ha pensato di donargli la capacità di vedere più in là degli altri, immaginando il futuro per primi.
Nel 1999, fra le pagine del suo libro “Il business alla velocità del pensiero” (Business @ the Speed of Throught), aveva previsto l’arrivo degli assistenti virtuali, il dominio degli smartphone e la finanza online. Per cui c’è da credere alle parole pronunciate nel corso di una lunga intervista concessa al celebre “Tonight Show”, programma di punta della NBC condotto da Jimmy Fallon.
Secondo il Bill-pensiero, nel giro di una decina d’anni mal contati la maggior parte dei lavori e delle professioni saranno completamente rimpiazzate dall’I.A., l’intelligenza artificiale, permettendo al genere umano di lavorare due soli giorni a settimana, lasciandoci il pensiero di cosa fare nel resto del tempo. Agli esseri umani resteranno i mestieri come l’attività sportiva – perché a nessuno piace veder gareggiare macchine – e poco altro.
Chiaramente, aggiunge Bill, il contributo umano continuerà ad essere fondamentale, ma per tutto il resto “L'intelligenza artificiale, nel prossimo decennio, diventerà gratuita, comune: ottimi consigli medici, ottimo tutoraggio. Al ritmo di sviluppo attuale dell'IA, gli esseri umani non saranno più necessari per la maggior parte delle cose e ciò si tradurrà in un inevitabile ripensamento dei posti di lavoro”.
Un paio di obiezioni, da quando l’intervista è stata trasmessa, sono emerse: la prima è che non tutti sono così certi che lavorare meno rappresenti la felicità, visto che il lavoro non è solo fatica ma uno strumento di emancipazione e autonomia, la seconda è che la profezia riguarda probabilmente minoranze così ricche da potersi permettere di non lavorare e di conseguenza di non dover aspettare il 27 del mese. Ma tutti gli altri?
Musk, un altro visionario che ha già ipotizzato da tempo un futuro in cui il genere umano sarà liberato dalle fatiche del lavoro, ha ipotizzato una sorta di “reddito universale”, soluzione assai “grillina” molto complicata da mettere in pratica. Ma Bill Gates in proposito non si sbilancia, lui col futuro ha già fatto pace da tempo.