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Erano almeno 30 anni, che il mondo della farmacologia non assisteva ad una scoperta destinata a cambiare le sorti del mondo intero. Tutto nasce dagli sforzi di un team composto da scienziati di due diversi atenei, la McMaster University dell’Ontario e da University of Illinois di Chicago: guidata dal ricercatore Gerry Wright, la squadra è riuscita a individuare un microrganismo in grado di produrre un nuovo e potentissimo antibiotico che non solo agisce in modo totalmente diverso a quelli conosciuti, ma dalle prime analisi sembra anche avere la meglio sui batteri più resistenti e per di più sarebbe privo di tossicità.

Ribattezzato “Lariocidina”, il nuovo antibiotico si basa su una molecola di amminoacidi che – per essere visualizzato con un esempio pratico – attaccano i batteri usando una sorta di lazo dei cowboy fino ad averne la meglio. Ma la curiosità è che il batterio “Paenibacillus” è stato recuperato da un piccolo campione di terriccio e coltivato in laboratorio, scoprendo la nuova sostanza, la Lariocidina, che agisce sulla sintesi proteica degli agenti infettivi impedendone la crescita e la sopravvivenza stessa.

La scoperta rappresenta una sensazionale risposta alla risposta agli antibiotici, definita dall’OMS una delle maggiori minacce per la salute pubblica che ogni anno uccide più di 4,5 milioni di persone in tutto il mondo.

Il team ha testato la lariocidina per trattare alcuni topi infettati con l’Acinetobacter baumannii C0286, superbatterio resistente agli antibiotici usati nelle infezioni gravi: mentre i topi non trattati sono morti dopo 28 ore, quelli trattati erano ancora vivi a due giorni dall'infezione iniziale e mostravano livelli di batteri nel sangue decisamente più bassi.

Il passo successivo alla scoperta sarà individuare il modo di modificare la molecola per utilizzarla in ambito clinico, un processo che potrebbe richiedere alcuni anni e parecchi investimenti, ma in ballo c’è la vita di milioni di persone che ogni anno muoiono per infezioni batteriche contro cui al momento non esistono farmaci.

Questa scoperta è solo il punto di partenza di un lungo processo di sviluppo che porterà la molecola a diventare un farmaco. Quello che dobbiamo fare adesso è testare se la Lariocidina, che fino ad ora si è dimostrata efficace sugli animali, può agire anche per il trattamento di varie infezioni negli esseri umani”.

Un recente rapporto dell’OMS ha confermato che attualmente sono 32 gli antibiotici in fase di sviluppo in tutto il mondo, ma di questi solo 12 possono essere considerati innovativi e appena 4 sono attivi contro un patogeno “critico”, i batteri super-resistenti che rientrano nella black list dell’OMS per le capacità di restare indifferenti di fronte all’azione dell’antibiotico.