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RIVAROLO CANAVESE - Venerdì 16 febbraio, alle ore 21 alla sala «Lux - Beppe Bertinetti» a Rivarolo Canavese, gli studenti dell’Istituto scolastico superiore «Aldo Moro» (classi 5As, 4As, 4Gs) con la partecipazione di Emanuele Pace e Matteo Trilli, hanno presentato «Il Simposio, dialogo sull’amore di Platone», con l'adattamento e regia del professor Antonio Rinaldis, scenografia di Elisabetta Marongiu e supervisione di Giulia Buonfantino. In collegamento tra i testo classico e l’attualità, in apertura il professor Rinaldis ha ricordato la scomparsa dell’attivista russo Aleksej Naval'nyj sottolineandone l’atteggiamento socratico con cui ha affrontato il ritorno in patria, per difendere i propri ideali, con la consapevolezza dei rischi per la propria incolumità.

L’assessore alla cultura Costanza Conta Canova e l’assessore allo sport Helen Ghirmu hanno evidenziato l’importanza di un progetto didattico che si apre alla comunità, esortando gli studenti a non perdere l’abitudine ad interrogarsi e a confrontarsi sui temi della vita, in termini individuali e rispetto alla società. Per Rinaldis «l’idea di mettere in scena il Simposio di Platone parte da una convinzione maturata nel corso di molti anni di insegnamento. Il discorso d’amore, le parole che servirebbero per raccontare le nostre esperienze erotiche, e per comprenderle nella loro abissale profondità, mancano, agli adolescenti, come agli adulti. Il risultato di questo impoverimento è la pubblicità dei sentimenti, degli incontri e delle separazioni, che occupano a malapena un post sui social più modaioli. La solitudine del discorso amoroso risulta ancora più lacerante per gli adolescenti, che vivono esperienze alle quali non sanno dare un significato e spesso un valore. La riflessione platonica sull’Eros risulta quindi quanto mai urgente per tentare di esplorare l’universo erotico con l’ausilio di una ragione appassionata, che si incarna nelle voci che compongono l’opera e che descrivono le molteplici sfumature dell’esperienza amorosa. L'incontro con il testo di Platone è diventato per gli studenti l’occasione di confrontarsi con un maestro del pensiero e nello stesso tempo, la messa in scena teatrale ha dato ulteriore vita e concretezza al lavoro del filosofo ateniese».

«L’esperienza del teatro ha rappresentato per questo gruppo la possibilità di superare l’individualismo competitivo che troppo spesso caratterizza le vicende scolastiche, creando al contrario l’idea di un’impresa collettiva, nella quale ciascuno poteva contribuire alla riuscita dello spettacolo, con i propri talenti e le proprie capacità - ha concluso il docente canavesano - Il lavoro che proponiamo è pertanto, da una parte, una suggestiva esperienza culturale, e dall’altra la testimonianza del lavoro di giovani studenti, che hanno “fatto un’impresa”, alle prese con un testo difficile e impegnativo come il Simposio, sono riusciti a portarlo in scena con la freschezza e l’entusiasmo della loro età».