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CASTELLAMONTE - Una mattina come tante, il suono della campanella si avvicina e gli insegnanti si preparano a iniziare la giornata. Ma proprio mentre attraversano il giardino del liceo artistico «25 Aprile Faccio» di Castellamonte, i professori Gianluca Sorbera e Vito Nicoletti si bloccano di colpo. Qualcosa di insolito cattura la loro attenzione tra i materiali del cantiere aperto per il restyling dell’istituto: un graffito sorprendente, un'opera che raffigura un operaio intento a spargere colore con una pala. Il dettaglio che lascia tutti senza parole? La firma inconfondibile: Banksy.

Dapprima increduli, i due docenti decidono di raccogliere il manufatto e portarlo all’interno dell’istituto per osservarlo meglio. Il tam-tam tra i colleghi e gli studenti si diffonde in pochi minuti, e il mistero si infittisce. Lo stile dello stencil, l’impostazione dell’opera e il messaggio che sembra voler trasmettere ricordano in tutto e per tutto il linguaggio artistico di Banksy. Ironia e provocazione si mescolano in un’immagine semplice ma densa di significato, proprio come nelle opere più celebri dell’enigmatico street artist britannico. Il tema rappresentato non è affatto banale. L’operaio che sparge colore potrebbe simboleggiare il ruolo dell’arte nella trasformazione della società, un’idea che si lega perfettamente allo spirito del liceo artistico. Non è forse proprio questo ciò che ogni studente di questa scuola sogna di fare? Dare forma al proprio mondo, lasciare un segno attraverso la creatività? La suggestione è forte e inizia a serpeggiare tra i presenti un pensiero quasi azzardato: e se Banksy fosse davvero passato di qui, ispirato dalla tradizione artistica di Castellamonte e dal fermento creativo del liceo?

L’entusiasmo cresce e, a scanso di equivoci, vengono contattati critici d’arte e organi competenti per cercare una prima valutazione. Certo, è giusto rimanere prudenti, ma se l’opera dovesse rivelarsi autentica, sarebbe un evento epocale per Castellamonte. La cittadina, già celebre per la sua tradizione nella ceramica, potrebbe diventare una tappa fondamentale nel panorama artistico contemporaneo, attirando appassionati e studiosi da ogni parte. Ma alla fine, al di là dell’autenticità, la riflessione più importante resta un’altra. I professori Sorbera e Nicoletti insistono su un concetto chiave: «L’arte ha valore per il suo messaggio, non solo per la firma. Se anche non fosse un Banksy, questo murale ci ricorda quanto sia importante la creatività. L’arte ci permette di sognare, di emozionarci, di evadere da una realtà sempre più schematica e arida. È questo il vero punto su cui dobbiamo riflettere, e ciò che dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi».

E’ proprio qui che sta il vero significato di questa storia. L’arte non è solo un passatempo o un’industria di nicchia: è un pilastro della società, un mezzo di espressione fondamentale che va protetto e valorizzato. Le scuole d’arte, spesso sottovalutate, sono invece il cuore pulsante della creatività e della cultura visiva. Investire in esse significa investire nel futuro. Eppure, c'è ancora un piccolo dettaglio da svelare. Mentre ci si interroga sull’origine del graffito, c’è una certezza assoluta: oggi è il 1° aprile. Buon Pesce d’Aprile a tutti! Questo scherzo vuole essere un omaggio al potere dell’arte, capace di suggestionare, emozionare e, perché no, anche di giocare con la nostra immaginazione. E’ soprattutto, un’occasione per ricordarci che l’arte merita più spazio e più attenzione, sempre.