È iniziata la raccolta firme contro l'emergenza cinghiali, con richiesta alla Regione di intervenire in fretta. Si apre, così, l'ultimo capitolo di un problema che interessa pesantemente anche la Valchiusella, a partire dalla categoria degli agricoltori che già non se la passano bene, specialmente nelle zone di montagna. 
 
Per questo, hanno firmato una petizione indirizzata all'assessore alla Montagna della Regione Piemonte, Fabio Carosso, affinché venga risolta, una volta per tutte, l'emergenza cinghiali sul territorio, evocando nel documento persino il movimento del Tuchinaggio, ovvero la rivolta della popolazione valchiusellese contro il potere dei feudatari nel XIV secolo. Il testo, di fatto, si conclude con parole dure: «Confidiamo nella sua comprensione e determinazione nell'affrontare la situazione ed evitare che la protesta salga dal basso, come quando la Valchiusella si distinse nel Tuchinaggio».
 
Nella missiva indirizzata all'assessore Carosso, in particolare, si sottolineano i ripetuti e gravi danni arrecati dai cinghiali a terreni agricoli di montagna, dove già la quotidianità della vita degli operatori agricoli deve confrontarsi con difficoltà di ogni genere. Viene sottolineato, inoltre, l'incremento degli episodi di ovini e caprini sbranati dai lupi. I firmatari della protesta, chiedono, dunque che venga varato un serio piano di intervento per tutelare le biodiversità del territorio della Valchiusella, nel quale, da generazioni, essa è stata conservata grazie alla rete capillare di microaziende con un proprio caseificio. 
 
Come essi stessi hanno precisato nel documento, infatti, questa peculiare biodiversità rischia di essere deteriorata, con inevitabili conseguenza negativa sulla qualità dei prodotti della filiera delle erbe. Gli agricoltori, poi, non mancano di rilevare come, a causa delle ripetute incursioni dei cinghiali sui prati, con conseguente distruzione della cotica erbosa, la raccolta del foraggio registri ogni anno un non indifferente calo in termini di resa. Molti, a costo di grande fatica, hanno cura di ripristinare ogni volta le parti di prato rivoltate, per poi ritrovarsele di nuovo danneggiate. La petizione indirizzata all'assessore Carosso può essere sottoscritta dagli interessati al bar-ristorante Centro, a Vico, in piazza Garibaldi. (L.r.)