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SALERANO CANAVESE - Spara alla moglie colpendola al torace, probabilmente al culmine di una lite. Era il 22 luglio dell'anno scorso a Salerano Canavese. Ora l'uomo, Domenico Rebecchi, 69 anni, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Ivrea a 8 anni e 8 mesi di reclusione con il rito abbreviato. Doveva rispondere di tentato omicidio. Al momento l'uomo è in carcere a Biella.

La donna, per sua fortuna, venne colpita solo di striscio e se la cavò con una prognosi di una trentina di giorni. Un mezzo miracolo. L'arma utilizzata dal 69enne, una pistola calibro 7,65 Browning, era stata ritrovata mesi dopo dai carabinieri in un'acetiera nascosta nel garage della casa. Circostanza che ha convinto il giudice a non riconoscere a favore dell'uomo nemmeno le attenuanti generiche. Il giudice ha sposato in pieno la tesi degli inquirenti, secondo i quali l'uomo ha agito volontariamente per colpire la moglie. La difesa, invece, ha sostenuto la versione di un colpo esploso accidentalmente, mentre stava sparando dalla finestra giù in cortile a degli uccelli che lo infastidivano.

Pare che la lite, secondo quanto ricostruito dall'accusa, iniziò a causa della volontà del 69enne di comprarsi un'auto nuova. Ma, in realtà, stando a quando ha poi raccontato la vittima, il rapporto tra i due era ormai logoro da tempo. Tanto che, sempre secondo il racconto della donna, il marito, qualche mese prima, l'aveva già pesantemente minacciata arrivando addirittura a cercare di narcotizzarla nel sonno. Il 69enne dovrà intanto risarcire la moglie, che si è costituita parte civile, con una provvisionale di 30 mila euro.