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ORIO CANAVESE - Non c’è stato nessun taglio di piante secolari tutelate da vincolo paesaggistico, ma solo l’abbattimento di alberi locali nel rispetto di quanto previsto dalla legge. Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda dei cedri tagliati nel parco dell’ex preventorio, l'antica struttura aperta nel castello di Orio per curare i bambini malati di tubercolosi. Un centro poi dismesso intorno agli anni ’90. 

Le indagini su quanto successo erano scattate dopo che i rappresentanti del circolo di Legambiente «Pasquale Cavaliere» di Caluso avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I carabinieri della stazione forestale di Settimo Vittone avevano effettuato dei sopralluoghi per accertare che tutte le piante fossero state tagliate in modo corretto e che ci fossero le autorizzazioni e documenti necessari ad un’azione del genere. Su indicazione delle procura di Ivrea erano state messe sotto sequestro le cataste di legna, oltre 4 mila quintali di cedri (del valore di 30mila euro sul mercato), stoccate in un prato alle porte di Orio.

Un sequestro preventivo annullato dal Tribunale del Riesame di Torino. E’ stato, infatti, accolto il ricorso presentato dai legali dell’operatore forestale titolare dell'impresa individuale, che ha abbattuto le piante sulla base di un regolare contratto con l'Inps, proprietaria dell'area a fianco dell'ex preventorio. Nei giorni precedenti l’uomo avrebbe anche consultato un tecnico agronomo per fare domanda per l'abbattimento alla Regione Piemonte.