Il Comune di Ivrea, nel processo sulle vittime per amianto, si costituirà parte civile contro l’Olivetti. Sarà l’avvocato Giulio Calosso a seguire il Comune eporediese. Lo ha deciso la giunta dopo che il centrodestra, da settimane, chiedeva un impegno concreto da parte dell'amministrazione comunale. In consiglio era stata anche presentata una mozione ad hoc per convincere la maggioranza a costituirsi parte civile.
 
Andranno a giudizio per omicidio e lesioni colpose ben 33 persone, tra ex manager e dirigenti dell’azienda, tra cui Carlo e Franco De Benedetti, Roberto Colaninno e Corrado Passera. Secondo la Procura di Ivrea, in quanto manager dell'azienda, sono colpevole di aver esposto per anni al rischio amianto decine di lavoratori, alcuni dei quali poi deceduti. 
 
Per la procura d'Ivrea, in quegli stabilimenti, non sono state adottate tutte le contromisure necessarie per evitare che gli operai venissero a contatto con le fibre di amianto. Tutto è cominciato dopo una denuncia presentata dai famigliari di una ex dipendente dell’azienda. La donna aveva lavorato nello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea, dal 1965 al 1980. Era morta il 27 dicembre 2007 per un mesotelioma pleurico maligno. I decessi sospetti sui quali la procura ha indagato sono avvenuti tra il 2003 e il 2013. Il sospetto è che abbiano lavorato in reparti contaminati da fibre di amianto, inalando polveri nocive. 
 
Le strutture coinvolte nel problema amianto sono tutti gli stabilimenti dell'azienda a Ivrea e nel Canavese: San Bernardo, le Officine Ico, lo stabilimento di Agliè, i capannoni di Scarmagno e Palazzo uffici.
 
Il Comune di Agliè, invece, non si costituirà parte civile. Una scelta obbligata quella dell’amministrazione comunale alladiese dovuta, soprattutto alla carenza di risorse. «Siamo sensibili al problema – dice il vicesindaco Stefania Chivino – in prospettiva questo sarà un processo lungo e oneroso. Bene ha fatto Ivrea a costituirsi parte civile. Lo avremmo fatto anche noi per una questione di principio. Purtroppo non ce lo possiamo permettere». Lo stabilimento Olivetti di Agliè, che si trova proprio a ridosso di numerose abitazioni del centro, è chiuso dal 2008. Da allora è andato in rovina. 40mila metri quadrati di superficie abbandonati: un monumento in decadenza a quello che, per decenni, è stato il punto di riferimento economico di Agliè e di tutto il Canavese.