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IVREA - L'aumento dei controlli alla stazione di Ivrea e al Movicentro, annunciato ieri dal prefetto di Torino, Donato Cafagna, sarà accompagnato dall'estensione con ordinanza prefettizia di una zona a vigilanza rafforzata, per fornire alle forze di polizia e alla polizia locale lo strumento dell’allontanamento di persone che abbiano segnalazioni per reati contro la persona, contro il patrimonio e di spaccio di stupefacenti e rappresentino un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il cosiddetto Daspo urbano è una misura amministrativa introdotta con il decreto Minniti del 2017 e modificata con i decreti sicurezza del 2018 e del 2020. Deve il suo nome a una misura affine, il Daspo vero e proprio (acronimo di Divieto di accedere alle manifestazioni sportive), introdotta alcuni anni fa per contrastare la violenza negli stadi. In estrema sintesi, il Daspo urbano comporta l'allontanamento di chi ostacola l'accesso e la libera fruizione di determinati luoghi pubblici. È punita l'eventuale reiterazione della condotta. E' stato previsto per punire le condotte che si verificano nell'ambito di stazioni di trasporto pubblico, autostazioni, stazioni ferroviarie, infrastrutture marittime e aeroporti, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione degli spazi. L'elenco iniziale è stato poi integrato con l'inclusione dei presidi sanitari e le zone che ospitano fiere, mercati e spettacoli.

Il Daspo urbano comporta, innanzitutto, l'allontanamento del soggetto con ordine per iscritto. Lo stesso ha un'efficacia di 48 ore. Copia dell'ordine di allontanamento viene trasmessa al questore che in caso di reiterazione della condotta ha facoltà di disporre il divieto di avvicinamento alle zone sensibili per un periodo massimo di 12 mesi (due anni, se il soggetto risulta precedentemente condannato per reati contro la persona o il patrimonio). Chi non osserva i divieti imposti dal questore rischia l'arresto fino ad un anno.