Colpo di scena, questa mattina in tribunale a Ivrea, nel corso dell'udienza preliminare del processo per i morti d'amianto alla Olivetti. I legali di Camillo Olivetti hanno infatti sollevato la questione dell'incompatibilità del giudice Alessandro Scialabba. Gli avvocati hanno chiesto la ricusazione e l’astensione del giudice, perché in passato lo stesso magistrato si era già espresso su un altro procedimento (poi archiviato) che chiamava in causa lo stesso Olivetti. 
 
Il presidente del tribunale ha quindi nominato il sostituto, Giuseppe Salerno che ha fissato la data dell'udienza preliminare il prossimo sette maggio. Sarà quindi il giudice Salerno a decidere se i 33 manager dell'Olivetti saranno processati per le tredici morti di amianto nelle fabbriche e degli uffici della società. Tra questi Carlo e Franco De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera (accusati di omicidio colposo in concorso) e l’attuale presidente di Piaggio, Roberto Colaninno, che deve rispondere di lesioni colpose.
 
Le strutture coinvolte nel problema amianto sono tutti gli stabilimenti dell'azienda a Ivrea e nel Canavese: San Bernardo, le Officine Ico, lo stabilimento di Agliè, i capannoni di Scarmagno e Palazzo uffici. Tutto è cominciato dopo una denuncia presentata dai famigliari di una ex dipendente dell’azienda. La donna aveva lavorato nello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea, dal 1965 al 1980. Era morta il 27 dicembre 2007 per un mesotelioma pleurico maligno. I decessi sospetti sui quali la procura ha indagato sono avvenuti tra il 2003 e il 2013. Il sospetto è che abbiano lavorato in reparti contaminati da fibre di amianto, inalando polveri nocive.