Amianto e morti sospette alla Olivetti: per 33 dei 39 indagati la procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Ci sono anche Carlo e Franco De Benedetti, Roberto Colaninno e Corrado Passera. Il procuratore capo d'Ivrea, Giuseppe Ferrando, dice che «il vaglio fatto da parte della procura delle memorie difensive presentate da alcuni indagati non ha consentito di effettuare richieste di archiviazione, se non per posizioni marginali». Le strutture coinvolte nel problema amianto sono tutti gli stabilimenti dell'azienda a Ivrea e nel Canavese: San Bernardo, le Officine Ico, lo stabilimento di Agliè, i capannoni di Scarmagno e Palazzo uffici. 
 
Tra i dirigenti locali indagati figurano i nomi di Davide Olivetti, Pescarmona e Fornasari. L'ipotesi di reato è omicidio colposo e lesioni colpose. Per la procura d'Ivrea, in quegli stabilimenti, non sono state adottate tutte le contromisure necessarie per evitare che gli operai venissero a contatto con le fibre di amianto. Tutto è cominciato dopo una denuncia presentata dai famigliari di una ex dipendente dell’azienda. La donna aveva lavorato nello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea, dal 1965 al 1980. Era morta il 27 dicembre 2007 per un mesotelioma pleurico maligno.
 
I decessi sospetti sui quali la procura ha indagato sono avvenuti tra il 2003 e il 2013. Il sospetto è che abbiano lavorato in reparti contaminati da fibre di amianto, inalando polveri nocive. Carlo De Benedetti, a novembre, quando il suo nome era circolato tra quelli degli indagati, aveva diffuso una nota per annunciare la sua "estraneità ai fatti". Evidentemente la procura d'Ivrea la pensa diversamente.