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Tanta gente e tanto dolore, oggi nella chiesa parrocchiale di San Dalmazzo a Cuorgnè, per l'estremo saluto a Gianpiero Mattioda, il «Re delle costruzioni», tragicamente scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì a causa di un drammatico incidente stradale sulla ex statale 460 del Gran Paradiso. Una folla commossa lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno, la conferma che la sua figura di imprenditore ha lasciato un segno indelebile in tutto il Canavese.

Sempre gioviale e attento alle dinamiche del mercato, Mattioda aveva ereditato l'attività di famiglia (insieme alle sorelle Patrizia e Manuela) dal papà Enzo, scomparso sette anni fa. E proprio nel solco della tradizione, seguendo l'esempio del padre, aveva continuato a gestire una delle aziende di costruzioni più importanti d'Italia. Mattioda, oltre alle sorelle, ha lasciato la moglie Cinzia, l'anziana mamma e il figlio Michele, appena diciottenne.

In chiesa, per la funzione, numerosi sindaci del territorio, gli ex Senatori Eugenio Bozzello e Gianfranco Morgando, il presidente dell'Anci Piemonte, Alberto Avetta, il segretario regionale del Pd, Davide Gariglio, oltre a decine e decine di imprenditori del Canavese e di Torino.