BOLLENGO - Allarme cinghiali in molti Comuni del Canavese. Il sindaco di Bollengo, l'altro giorno, ha scritto una lettera al prefetto di Torino, Claudio Palomba, alla Città metropolitana e all'autorità d'ambito che si occupa della caccia, per chiedere un massiccio intervento contro gli ungulati, rei di enormi danni alle colture agricole. «Un'emergenza cinghiali - sostiene Ricca - che si manifesta in modo ancora più massiccio in questo periodo di scarsa presenza umana sul territorio a causa della pandemia coronavirus. Sempre più frequentemente vengono avvistati veri e propri branchi di animali, anche di 10-15 componenti, che determinano un non più tollerabile livello di distruzione dei terreni e delle coltivazioni».

C'è il poi il problema delle strade: «Vengono segnalati attraversamenti della strada provinciale e solo il traffico rarefatto di queste settimane ha finora scongiurato incidenti che potrebbero avere pesanti conseguenze sulle persone eventualmente coinvolte, persone che nessun risarcimento potrebbe compensare in caso di conseguenze gravi o addirittura mortali. Credo sia giunto il tempo di superare un malinteso senso di tutela della specie, nel caso del cinghiale, che non è certamente né a rischio estinzione né presenza tipica ed ambientalmente compatibile con il nostro territorio».

«Si sollecita pertanto un deciso e massiccio intervento, prolungato nel tempo, per limitare, se non annullare, la presenza dei cinghiali nella zona, a tutela degli agricoltori che vogliono raccogliere il frutto del loro lavoro, oltre alla tutela della salute pubblica a rischio per l’incidentalità che gli ungulati possono causare», chiede a gran voce Ricca.