Un drone sperimentale, utilizzato anche per il volo notturno, avrebbe fatto scattare l'allarme Ufo, mercoledì scorso, tra Canavese e Valli di Lanzo, costringendo due aerei militari ad intercettare il velivolo fuori controllo. E' solo l'ultima delle ipotesi che stanno circolando da diverse ore per spiegare lo strano avvistamento della scorsa settimana, sui cieli di Corio e Rocca Canavese, seguito dai boati dei caccia a bassa quota. Boati sentiti nitidamente, secondo le testimonianze, anche in molti altri paesi della zona, val Malone compresa.

Il drone potrebbe essere attualmente ancora in costruzione e i due caccia far parte del cinquantunesimo stormo di Istrana, in Veneto, gli stessi che due mesi fa furono impegnati per intercettare un aereo di linea francese che non dava più risposte alla torre di controllo. Anche in quel caso il boato dei due velivoli venne udito nitidamente in diversi Comuni di Canavese ed eporediese. Di ufficiale, come ieri, ancora nulla.

Il drone potrebbe essere stato scambiato un disco volante (o qualcosa di simile). Resta comunque aperto il caso Ufo, definizione che, va detto, non riguarda soltanto gli alieni ma tutti gli oggetti non identificati che solcano il cielo. E, in questo caso, visto che non ci sono conferme a riguardo o versioni ufficiali, si tratta di un Ufo (Unidentified Flying Object) a tutti gli effetti, senza per forza scomodare i parenti di Et l'extraterrestre. Il bagliore sospetto di mercoledì sarebbe poi scomparso all'improvviso all'arrivo dei caccia militari. In parlamento la questione sarà affrontata grazie ad un'interrogazione del Pd che almeno farà luce (forse) sulla presenza degli aerei a bassa quota (foto d'archivio).