Nella chiesa parrocchiale di Cuorgnè, sabato alle 16, il Canavese tributerà l'estremo saluto a Gianpiero Mattioda, l'imprenditore 55enne che ha perso la vita la notte scorsa sull'ex statale 460 tra Leini e Lombardore a seguito di un drammatico incidente stradale. Il Rosario, sempre nella parrocchiale di Cuorgnè, domani sera alle 20.30. In queste ore alla famiglia Mattioda sono arrivate centinaia e centinaia di attestazioni di stima da tutto il Canavese. Lo shock per la scomparsa dell'imprenditore, titolare insieme alle sorelle dell'azienda di famiglia, è stato enorme.

Anche perchè la Mattioda è un'attività storica per tutto il territorio. Una storia partita da lontano, dal 1892, quando il fondatore Giuseppe si impegnò nella costruzione di strade di collegamento nelle sue valli. Poi una lunga avventura in Africa, nei primi del Novecento, e, dopo la seconda guerra mondiale, il grande impegno nella ricostruzione post-bellica. L'azienda diventa un punto fermo per tutto il Canavese in lavori di grande rilievo tecnico per conto dell’Azienda Elettrica Municipale di Torino e del Genio Militare. Come il piano inclinato, la galleria in pressione e l’impianto idroelettrico di Rosone nonchè la costruzione della strada tra Ceresole Reale e il colle del Nivolet. 

Con Enzo, figlio di Pierino, a partire dai primi Anni ’60 l’impresa realizza con successo grandi opere per conto dell’Anas, delle Società Autostradali e delle Ferrovie dello Stato. Per effetto del boom economico vengono aperti nuovi cantieri per la realizzazione di opere di enorme portata. Come la costruzione di tratti autostradali sulla Torino-Aosta, Torino-Milano, Torino-Piacenza, Santhià-Ivrea, la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta, il ponte di Rueglio in Valchiusella e quello sull’Orco tra Salassa ed Ivrea. All’inizio degli anni ’90, i figli Gianpiero, Patrizia e Manuela, affiancano il papà Enzo. Sono a raccoglierne l'eredità dopo la sua scomparsa avvenuta il 27 ottobre del 2010.