Nel mese di ottobre è stato oggetto di approvazione, nei consigli comunali di Quassolo, Tavagnasco, Quincinetto e Settimo Vittone, il protocollo che prevede l’eliminazione di tutti i passaggi a livello nella tratta compresa fra i Comuni di Borgofranco e Quincinetto e la realizzazione di opere di viabilità sostitutiva per una cifra di circa 25 milioni di euro. «Evidenziamo con piacere l’attivazione di RFI, Regione Piemonte, Città Metropolitana e delle varie amministrazioni comunali per la risoluzione di una questione che crea disagi sia ai pendolari che si spostano su rotaia, sia a quelli che si muovono su gomma - fanno sapere dal circolo Dora Baltea di Legambiente - un simile intervento è da tempo auspicato dalle Associazioni dei pendolari per migliorare la regolarità del servizio ferroviario e permetterebbe maggiore fluidità di passaggio fra i due lati della Valle della Dora Baltea.
 
Ci pare tuttavia che un progetto di simile portata, che andrà a modificare in modo significativo e duraturo il territorio, la vita delle comunità e le abitudini dei cittadini, debba essere affrontato con una valutazione attenta delle soluzioni possibili e dei loro impatti sociali, economici ed ambientali. Al momento non siamo a conoscenza dell’esistenza o meno di tali approfondimenti. L’approccio che emerge dal protocollo è, dal nostro punto di vista, frammentato. Il tratto della linea ferroviaria che va da Borgofranco a Quincinetto certamente presenta delle criticità, ma il problema dei passaggi a livello è presente su tutta la tratta piemontese della linea Chivasso–Aosta; dal punto di vista degli utilizzatori del treno, sarebbe altrettanto importante intervenire nella tratta a sud di Ivrea, dove sono presenti sia un volume di traffico ferroviario molto più elevato, sia alcune gravi criticità come i passaggi a livello di Cerone e di Arè.
 
Pensiamo quindi che sia necessario un approccio più ampio, coinvolgendo non solo 5 amministrazioni, ma tutte quelle che insistono sulla tratta oggetto di intervento (Chivasso-Pont St. Martin) e i relativi cittadini, in modo da definire le priorità di intervento e accogliere le istanze che i singoli territori possono portare. Infine nel protocollo non vengono presi in considerazione gli impatti che gli interventi proposti avrebbero sia sulla vita delle comunità, sia sul paesaggio e l’ambiente. 
 
Siamo in presenza di un evento importante per il nostro territorio, sia per i capitali che stanno per essere attratti ed investiti, sia per la costruzione di opere viarie. Come Associazioni territoriali che hanno a cuore il tema della mobilità sostenibile, crediamo che la fretta non sia una buona consigliera, ma che vada proseguito e ampliato il percorso intrapreso dalle 5 amministrazioni in questione, assumendo a modello di riferimento il metodo concertativo della conferenza dei servizi e rimettendo al centro il tema della mobilità. Tema assai delicato da affrontare e che implica la presenza di figure esperte, specializzate e competenti. Motivo per cui riteniamo opportuno suggerire il varo di uno studio che metta a fuoco le esigenze di mobilità dei cittadini, studi i flussi attuali, coniughi le possibilità di spostamento con i vari vettori oggi esistenti, ponderi in prospettiva quali possano essere i flussi futuri e i futuri mezzi di trasporto, promuova l’utilizzo di mezzi di locomozione a emissione ridotta di Co2, in linea, tra l’altro, con gli obiettivi della programmazione europea 2014-2020, che prevede linee di finanziamento ad hoc sul tema della mobilità e dell’innovazione». Legambiente ha anche chiesto la convocazione di un incontro pubblico per discutere della questione con la popolazione.