Non riaprirà più lo storico skilift della frazione Nero di Alpette. Un po' perchè non nevica, un po' perchè il Comune l'ha messo in vendita. L'impianto necessita della revisione imposta dalla legge: un investimento di 80 mila euro per una piccola stazione che non riesce più ad attirare turisti. Troppi. Perchè al netto delle risorse da investire per riattivare la sciovia, va detto che l’impianto del Nero, a causa della neve scarsa, è rimasto aperto, mediamente, per tre weekend all’anno. Staccando, nei momenti migliori, 410 biglietti a stagione. Numeri che non giustificano 80 mila euro d’investimento per la revisione. Da qui l’idea di vendere: base d’asta 61 mila euro anche se nessuno ha presentato offerte.
 
«In realtà potremmo anche investire quelle somme – dice il sindaco Silvio Varetto – ma è giusto pesare sulle tasche dei cittadini? La nostra è una scelta di buon senso. La realtà è che si parla del turismo nei piccoli paesi poi nessuno investe: abbiamo bussato alla porta della Regione decine e decine di volte. Con questa giunta e con le precedenti. Per un motivo o per l’altro non abbiamo più visto un euro. E senza investimenti pubblici le nostre piccole stazioni sono costrette a chiudere». Anche un potenziale acquirente, a conti fatti, forse troverà più conveniente smontare l'impianto e portarlo altrove.
 
Alpette, comunque, non ha intenzione di rinunciare al turismo invernale, tanto che il Comune sta già studiando percorsi alternativi (come una pista di fondo in località Trione). «Vendere lo skilift è una scelta sofferta che ci addolora -  aggiunge Varetto – abbiamo fatto tutto il possibile per quell’impianto ma, allo stato attuale, non abbiamo alternative». Di diverso avviso i consiglieri di minoranza: «Non è chiaro a nessuno il motivo per cui una decisione epocale come questa non sia stata condivisa - dice Antonella Enrietto - l'alienazione di un bene pubblico deve sottostare al giudizio del consiglio comunale. Chiederemo l'annullamento del bando».